Rappresenta un fastidioso problema molto diffuso negli ultimi anni e può essere causato da molteplici fattori, il reflusso gastroesofageo colpisce infatti diversi italiani e si manifesta in alcuni momenti particolari della giornata. Tuttavia, attraverso una serie di accorgimenti e una maggiore attenzione alla dieta alimentare seguita, può essere affrontata facilmente e i suoi disturbi limitati in modo efficace.

Cerchiamo quindi di approfondire questo argomento e conoscere meglio tale problematica, quando e perché essa si presenta e soprattutto quale sia la migliore dieta per il reflusso che si possa seguire e a quali comportamenti si deve prestare maggiore attenzione, non solo dal punto di vista alimentare. Partiamo quindi dal conoscere cos’è il reflusso gastroesofageo e vediamo, in seguito, quale sia il miglior approccio alimentare da applicare per fare stare meglio il proprio organismo.

Il reflusso gastroesofageo

Questo è un problema che interessa in particolare l’apparato digerente e si presenta con una risalita di materiale e/o sostanze acide dallo stomaco verso l’esofago, evidenziando alcuni sintomi quali bruciore di stomaco e dolore. Il reflusso risulta più frequente dopo i pasti e alcune volte durante la notte. Le cause alla base di ciò possono essere svariate: un’indigestione, una gastrite cronica o anche lo stress. A livello di organismo, il reflusso è determinato dal cattivo funzionamento di una valvola, chiamata “cardias”.

In estrema sintesi, quando si mangia, il cibo inserito nella bocca si trasforma in bolo e questo viene spinto attraverso l’esofago verso lo stomaco. All’ingresso di quest’ultimo, si trova il cardias, una valvola che fa comunicare questi due importanti organi e consente il transito del cibo dall’una all’altra parte. Normalmente questa valvola non permette il passaggio inverso, tuttavia, in alcune circostanze, essa si riapre e consente la risalita di materiale gastrico di nuovo verso l’esofago, determinando dolori e bruciori.

La dieta per il reflusso

In generale, la dieta mediterranea (e quindi un’alimentazione ricca di frutta e verdura) tende ad essere consigliata per chi soffre di reflusso gastroesofageo, mentre dovrebbe essere eliminata, o almeno ridotta, una ricca di alimenti grassi o processati. In particolare, sono consigliabili i cibi ricchi di fibre e frutta quale banane, mele, melone e pere. A cui aggiungere verdure ed ortaggi come broccoli, cavoli, carote e patate (bollite e non fritte) e legumi quali fagioli e piselli.

La pasta non presenta particolari problemi e si possono mangiare anche carne bianca (limitare invece quella rossa, come il manzo); pesci come sogliole e orate; salumi, ma magri, quindi prosciutto crudo o cotto. A questi si possono aggiungere poi latticini, formaggi freschi e stagionati (come ricotta, caprino, grana e mozzarelle). A livello di bevande, meglio bere dell’acqua, ma lontano dai pasti.

Alimenti e comportamenti da evitare

Tra gli alimenti che si consiglia di non assumere nel caso si soffrisse di reflusso, oltre a cibi grassi e fritti e gli agrumi, vi sono la cipolla e l’aglio crudi; panna, burro e formaggi, quali il gorgonzola; pomodori, aceto, salse piccanti, senape, mostarda, cioccolata e gelato a base di questa. Da evitare assolutamente bevande gassate, alcolici, thè, caffè e pure bibite che contengono la caffeina.

Tra i comportamenti, anche non alimentari, da seguire per evitare o almeno limitare il reflusso gastroesofageo troviamo la pratica costante di un'attività sportiva, il divieto di fumare e bere alcolici, evitare pasti abbondanti (magari si può mangiare più spesso ed in piccole quantità) e coricarsi almeno tre ore dopo averli consumati e poi mangiare e soprattutto masticare in maniera lenta e non veloce. Ancora meglio sarebbe se si evitassero cibi eccessivamente caldi o freddi.

Di conseguenza, una corretta alimentazione abbinata a comportamenti attenti alla propria salute, possono aiutare molto coloro che soffrono di disturbi fastidiosi, quali appunto il reflusso. Ricordiamo, d’altronde, che se gli episodi si presentano frequentemente, le pareti dell’esofago possono diventare oggetto di un’infiammazione (la cosiddetta esofagite), che col tempo può divenire purtroppo cronica. In casi di problematiche di reflusso, si consiglia sempre una visita da parte di uno specialista.


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