Quando si studia o si svolge un’attività intellettuale è importante però seguire una dieta studio che si basi sul consumo di alimenti che possono aumentare la concentrazione ma che non siano una minaccia al peso ideale. Nei momenti di stress scolastico sono molti i ragazzi che avvertono il bisogno di mangiare di continuo, soprattutto snack, cioccolatini e biscotti, che sono ricchi di grassi e se assunti in dosi elevate possono portare al sovrappeso. Questo è proprio ciò che bisogna evitare, insieme ad un uso spropositato del caffè, dettato dalle ore che non si dorme perchè si studia anche di notte, come per esempio negli esami universitari. Una corretta alimentazione è valida nella vita quotidiana ma assume molta più importanza in periodi delicati dell’anno, come lo può essere la preparazione degli esami. Di seguito proporremo un’utile guida da leggere con consigli da tenere a mente e quali sono le vitamine che più servono al nostro corpo per incentivare l’uso della memoria e non cadere nella trappola del troppo stress pre-esame.

I segreti della dieta studio

Per non scatenare la fame, non bisogna concentrarsi sui libri per oltre 45 minuti, perché, superato questo lasso di tempo, l’attenzione cala e sale la voglia di cibo.

L'importanza della prima colazione

In una dieta studio la prima colazione, dev'essere bilanciata, sostanziosa e nutriente. 
Al fine di mantenere costante il livello di concentrazione durante lo studio, è necessario infine concedersi di tanto in tanto una pausa per consumare un piccolo spuntino, evitando così cali di concentrazione, spesso dovuti a un leggero abbassamento del tasso di glucosio nel sangue. La colazione risulta essere quindi molto importante e per tale motivo bisogna integrarla con i giusti alimenti, come latte con cereali, miele, marmellata, frutta. La colazione permetterà di non arrivare con troppa fame a pranzo, che insieme alla cena dovranno essere i due pasti sì principali della giornata ma da dosare con cura e attenzione.

Alimenti che aiutano la memoria

Ci sono alvuni alimenti che se consumati con costanza aiutano a stimolare la memeoria e sono riportati nell'elenco che segue.

  • i cereali integrali;
  • le verdure a foglia verde, contenenti acido folico;
  • i cavoli;
  • le cipolle;
  • la soia e i suoi derivati, ricchi di magnesio;
  • le lenticchie; le uova e il riso, contenenti lecitina;
  • i cibi ricchi di carnitina (carni rosse e latticini), di colina (latte, uova, arachidi) e di coenzima Q10 (frutta e verdura);
  • i semi di sesamo
  • yogurt;
  • germe di grano;
  • cereali integrali;
  • alimenti ricchi di vitamina B1.

In questo caso, un corretto stile di vita e di alimentazione permette di poter ovviare a questa situazione riducendo stress e ansia.
Ricapitolando, per un maggior incentivo nell’uso della memoria, le vitamine più importanti sono: A, C, E, gruppo B, Omega 3 e DHA, selenio, zinco, ferro, magnesio, colina, inositolo.

Alcune particolarità da tener a mente

Per coloro che studiano o che sono alle prese con esami universitari, le vitamine che più si addicono a uno stile alimentare equilibrato sono la A, la C e la E che grazie alle loro proprietà permettono una buona circolazione dell’attività cerebrale. Molto importante risulta essere anche la B e nei casi particolari la B1 per il funzionamento del sistema nervoso e la B3 contro depressione e insonnia dettata magari dall’imminenza di un esame difficile all’Università. L’assenza di quest’ultime vitamine possono portare cause come stanchezza, affaticamento o svogliatezza e alcuni infatti consigliano anche di assumere integratori nei periodi di maggiore necessità. Per quanto riguarda invece le vitamine A, C ed E esse si trovano particolarmente in frutta e verdura ma purtroppo troppi giovani tendono a non considerare abbastanza questi alimenti, ritenuti quasi marginali rispetto a ciò che si mangia. Bisogna invece sapere che frutta e verdura sono cibi essenziali ed indispensabili e non bisogna mai farne a meno, sia durante la vita quotidiana che soprattutto in periodi di maggior stress dettato dallo studio.

10 consigli per rinforzare la concentrazione

Al di là della dieta, che rappresenta un fattore determinante nella resa completa del proprio lavoro, esistono anche altre piccole accortezze utili per conciliare la propria attenzione. Rispetto a questo la propria scrivania rappresenta una vera e propria metafora dell’ordine mentale, per cui tenere da parte i pensieri che possono essere fonte di distrazione, può contribuire positivamente all’attività che stiamo svolgendo.

  • In primo luogo si consiglia sempre una posizione comoda se si sta leggendo o si stanno prendendo appunti. Non scrivere né a letto, né sul divano, perché questi luoghi sono dal nostro cervello associabili ad una zona di riposo;
  • Allontanare i cellulari e tutti quegli strumenti che possono facilmente indurci la distrazione: studiare tra una pausa e l’altra non riesca a creare un flusso continuo nell’assimilazione delle informazioni;
  • Creare un planning. Possedere una propria tabella di marcia infatti, predispone ad un mind-set programmato che si pone dei micro-obiettivi e delle scadenze. Programmare non solo il tempo dedicato ad ogni singola materia, ma pensare anche ai momenti di pausa e relax;
  • Partire dagli scogli più grandi. Sembra incredibile ma iniziare dalle materie più complicate consente di finire con quelle più belle e semplici, per cui il nostro cervello lavora nella prospettiva di uno scarico e non di un carico. Inoltre è sempre bene scegliere approcci differenti per materie diverse, affinché si possa allenare continuamente la mente;
  • Un modo per focalizzare lo studio sta anche nel mantenere una buona performance durante la fase di raccolta delle informazioni: prendere degli appunti infatti e scriverli, consente non solo di seguire meglio la lezione ma di creare una base per lo studio;
  • Le merende giuste come barrette energetiche per il fitness, sono un buon nutrimento per i nostri neuroni. Una merenda valida con carboidrati aiutano certamente nel mantenere la propria attenzione.
  • Non fare delle pause che superino i 15 minuti. Il nostro cervello non ama stare in stand-by, per cui è sempre bene non far raffreddare il motore per una ripartenza più efficace.

L'articolo è stato scritto dalla Redazione di ElaMedia Group