La dieta senza lieviti è ideale per tutti coloro che avvertono dei disturbi quando mangiano dei cibi, ad esempio la pizza, che al loro interno contengono lieviti. Il consumo di alimenti contenenti lieviti, può spesso provocare senso di pesantezza, mancanza di energie e gonfiore alla pancia. Se si avvertono questi sintomi quando si mangia qualche alimento in particolare è bene parlarne con il proprio medico curante per capire se si soffre di una intolleranza alimentare.

Caratteristiche della dieta senza lieviti, grano e glutine

L'estratto di lievito (utilizzato per pane e altri prodotti da forno), fornisce al nostro organismo vitamine, acido folico e sali minerali; contiene però purine, sostanze azotate capaci di infettare l’organismo, rallentare il metabolismo e affaticare gli organi emuntori (fegato, reni e pelle). Un apporto eccessivo di alimenti lievitati può causare altresì la candida vaginale.

Per evitare questi inconvenienti, è necessario eliminare i prodotti a base di lievito (soprattutto se chimico) dalla propria alimentazione per un determinato periodo di tempo, in modo tale da consentire all’organismo di disintossicarsi e alle difese immunitarie e alla flora batterica di rinforzarsi.

Alimenti senza lievito: meglio evitare anche la farina, il lattosio e le uova se possibile

Per dolcificare meglio usare 2 cucchiaini di miele al giorno oppure 2 cucchiaini di fruttosio; dopo i pasti principali si consiglia di bere un infuso di finocchio, in modo tale da contrastare il meteorismo (ovvero l'eccessiva presenza di aria nell'intestino).

Gli effetti del lievito in commercio nell'organismo

Andiamo ora a sottolineare quelli che sono gli effetti del lievito sul metabolismo e in generale nell'organismo umano, così da capire quali alimenti poter continuare a mangiare dopo esserci “sgonfiati”, e a cosa poter rinunciare, almeno quotidianamente.

I lieviti sono in pratica una tipologia di funghi che vengono a costituirsi a partire da una cellula eucariota. Quello più utilizzato nel corso della storia dell'uomo è il il Saccharomyces cerevisiae, che viene a crearsi durante la produzione di pane, vino e birra. All'interno dell'intestino umano, esistono dei funghi naturali, ecco perchè non sono pericolosi per l'uomo, che però può esserne intollerante. È meglio dunque stabilire un regime dietetico per l'intolleranza da lieviti, così da evitare una reazione sbagliata dell'organismo, in particolare dell'intestino, nei confronti di tutti gli alimenti che hanno subito una fermentazione: il pane e la pizza in primis, i superalcolici, yogurt e formaggi particolari, ma anche la salsa di soia e la frutta secca.

Non è comunque da evitare in toto, perchè grazie alle sue proprietà il lievito determina dei processi di fermentazione che migliorano il sapore e aumentano la possibilità di essere conservati. Per certi versi, poi, facilitano la digeribilità di determinate sostanze altrimenti difficili da metabolizzare, e le migliorano qualitativamente, fornendo loro un apporto di vitamine e amminoacidi.

Come preparare il pane senza lievito

Se siete intolleranti al lievito, oppure state semplicemente seguendo una dieta senza lieviti ma non riuscite a fare a meno di mangiare il pane, perché volete accompagnare le vostre insalate con qualcosa di fragrante e sostanzioso non vi rimane che prepararlo in casa.

Il pane fatto in casa senza lievito, che non subisce alcuno sviluppo tramite la fermentazione viene comunemente chiamato pane azzimo. Vi basteranno soltanto pochi ingredienti, facili da trovare in ogni casa, pochissimo tempo e un po’ di olio di gomito.

Partiamo dicendo che questo tipo di pane è molto semplice da preparare, non occorrerà essere esperti fornai per realizzarlo e che lo si potrà cuocere in due modi diversi.

Ingredienti

  • 500 ml di acqua
  • 750 gr di farina 0
  • Olio e sale q.b.

Se avete in casa un asse di legno su cui stendere l’impasto utilizzatelo, altrimenti potete impastare il tutto all’interno di una ciotola. Versate la farina sulla spianatoia, formate una piccola fontana al centro e versateci un po’ di acqua tiepida. A questo punto impastate con le mani, aggiungendo altra acqua se ne occorre, fino a quando non avrete ottenuto un impasto liscio e omogeneo. Una volta ottenuto il panetto, copritelo e lasciatelo riposare per circa due ore sull’asse di legno, con sotto una spolverata di farina in modo che non si attacchi.

Dopo averlo fatto riposare, prendete l’impasto, dividetelo a pezzetti e formate delle piccole palline. Prendete una pallina alla volta e con l’aiuto di un mattarello stendete il composto in modo da ottenere dei piccoli dischi circolari.

Come vi dicevamo prima, questo pane senza lievito può essere cotto in due modi differenti, lo si può cuocere in padella o al forno.

Alimenti senza lievito: come cuocere il pane senza lievito

alimenti senza lievito

Questi due metodi di cottura si differenziano tra loro perché in base al metodo che sceglierete, otterrete un tipo di pane. Se volete che il vostro pane sia simile a un crakers, quindi croccante e friabile dovrete cuocerlo al forno se al contrario volete che il pane risulti morbido, gonfio e pronto per essere farcito allora la cottura in padella sarà quella ideale.

Per la cottura in forno, dovete ungere il disco di impasto che avete ottenuto in precedenza con il mattarello, salarlo e infornarlo su una teglia foderata con carta da forno. Cuocete per circa 15 minuti a 200°C. In questo caso potrete cuocere più discetti contemporaneamente.

Se decidete di cuocere il pane in padella, questa dovrà essere assolutamente antiaderente. Scaldate la padella, dopodiché aggiungete un dischetto di impasto e cuocete fino a quando non saranno dorati entrami i lati.

Come compensare le carenze nutrizionali

Una dieta senza prodotti lievitati comporta l’abolizione dal regime alimentare di cibi e bevande lievitati e fermentati come la pizza, il pane, i dolci lievitati, ma anche bevande derivanti da fermentazione come vino e birra e tutti i tipi di zuccheri compresi quelli della frutta e il miele. Il lievito, infatti, non provoca intolleranza di per sé. Si tratta di un fungo unicellulare il cui ruolo è scindere gli zuccheri derivati dai carboidrati con un’azione che durante il processo sprigiona etanolo e anidride carbonica. E sono questi ultimi che fanno lievitare il prodotto, ma provocano anche i gas intestinali in fase di digestione.

Considerata la grande quantità di cibi e bevande lievitate e fermentate che occorre eliminare in caso di intolleranze al lievito, quali cibi, dunque, assumere in una dieta senza lievito compensando le carenze nutrizionali?

Gli alimenti che si possono mangiare in una dieta priva di lieviti sono il riso (e tutto ciò che può essere fatto con la farina di riso), latte e suoi derivati, formaggi freschi, ma non fermentati, mais e derivati, tutti i prodotti senza glutine, pane azzimo, cereali, tutti i tipi di carni fresche purché non in scatola o lavorate; pesce e frutti di mare, uova, verdure senza o a basso contenuto di amido come carciofi, insalate, cavoli e peperoni, olio e burro per condire, legumi freschi e secchi purché non in scatola o precotti, limoni e frutta non zuccherina, olive non in salamoia, caffè, te e tisane non zuccherate, frutta secca, dolcificanti naturali, aceto di mele, crackers, fette biscottate, grissini, snack e piadine senza lievito specifiche per persone intolleranti.

Ma quanti tipi di lievito esistono? Il più utilizzato è il lievito di birra ed è anche la tipologia che reca maggiori problemi. A volte è sufficiente sostituirlo con il bicarbonato di sodio, ma ciò non è sufficiente perché la funzione di sviluppare anidride carbonica per lievitare gli impasti non elimina il fastidio e il gonfiore intestinale che provocano. Il lievito madre è altrettanto caratterizzato da un alto processo di fermentazione. I lieviti istantanei sono i primi a dover essere eliminati dalla dieta poiché peggiorano le condizioni e i disturbi. In ogni caso, è fondamentale rivolgersi a uno specialista e a un nutrizionista per capire se i disturbi sono realmente correlati all’intolleranza ai lieviti o ad altre cause prima di adottare una dieta senza lieviti.

L'articolo è stato scritto dalla Redazione di ElaMedia Group