Il primo passo da fare per mantenere sotto controllo il diabete è eliminare le abitudini alimentari sbagliate, magari seguendo una dieta per diabetici. E’ consigliabile ridurre il più possibile i cibi dolci e salati. I cereali e le fibre sono degli ottimi alleati. E’ utile sapere che le melanzane aiutano a ridurre il bisogno di mangiare cibi dolci e ricchi di carboidrati.

I legumi, la frutta, la verdura e i cereali integrali sono ricchi sia di fibre idrosolubili sia di fibre solubili, quindi aiutano a ridurre l’assorbimento dei grassi e del colesterolo, inoltre aiutano a depurare l’organismo.
Alcuni dei cibi alleati contro la lotta al diabete sono i broccoli, il cavolfiore, i cavolini di Bruxelles, le noci, l’olio di soia e il riso.

Cercare di controllare la glicemia

Tenere sotto controllo il peso corporeo, che sottoposto al segnale insulinico potrebbe ingrassare soprattutto a livello dell’addome. Chi è affetto da diabete di tipo mellito non ha all’interno del suo corpo l’insulina e quindi deve assumerla generalmente facendo delle piccole iniezioni.
Ci sono diverse cause che portano all’aumento della glicemia, tra cui la vita sedentaria, un’alimentazione sbagliata e soprattutto povera di fibre integrali ma ricca di zuccheri semplici e di grassi idrogenati e saturi.

Come contrastare la patologia del tipo 1 e tipo 2

Il diabete è una patologia cronica caratterizzata da anomalie del metabolismo di carboidrati, proteine e lipidi, è dunque un disturbo dell'utilizzazione. Un regime alimentare incentrato sul consumo di carboidrati, con un basso Indice glicemico, può aiutare nella cura del diabete.

Caratteristiche della dieta a zone per il diabete (anche in gravidanza)

La dieta a zone diabete, spesso ascritta dagli scienziati come una delle più efficaci diete iperproteiche e ipoglucidiche, è un buon rimedio.

Il miglioramento nel metabolismo del glucosio dipende proprio dalla riduzione di carboidrati complessi, che forniscono la maggior parte delle calorie nella moderna alimentazione.

Questo regime dietetico, infatti, prevede un'alimentazione composta dal 40% di carboidrati, 30%di proteine e 30% di grassi.

Per mantenere una salute ottimale e curare il diabete, è necessario limitare al massimo (o eliminare) i derivati dai cereali, e prediligere verdura, frutta, legumi, noci, carni magre, pesce.

Cosa evitare (anche per evitare il colesterolo alto) a colazione e durante i pasti?

Bisognerà dunque evitare i grassi trans-saturi e gli oli parzialmente idrogenati, contenuti nei nelle margarine, nei fritti, negli alimenti da fast food e commerciali (merendine o prodotti da forno confezionati), consumando invece grassi essenziali omega-3, che si trovano nell'olio di pesce, olio di lino, nel salmone, nello sgombro ecc.

Per agevolare la stabilizzazione di insulina e glucosio è inoltre necessario consumare pasti più ridotti, rallentando così l'assorbimento dei carboidrati e riducendo la produzione di radicali liberi e il livello di colesterolo LDL.

Quanto sono importanti le verdure nella dieta per diabetici. Ecco cosa mangiare e quali sono gli alimenti da evitare

Le verdure sono ricche di fibra poche calorie e hanno benefici specifici anche in termini organolettici, in base ai metodi di preparazione e di cottura. Sono molto importanti per coloro che devono avere sotto controllo il peso, si è sempre detto che le verdure fanno bene, ma è importante il modo in cui vengono preparate e consumate affinché vi sia una corretta assimilazione delle sostanze benefiche in esse contenute.

Le verdure non devono mancare nella dieta per diabetici in quanto non bisogna mai sottovalutare l’influenza della dieta sull’equilibrio fisico, chi segue una dieta equilibrata ha tantissime possibilità di non incorrere in questo genere di disturbi del metabolismo.

Per combattere il diabete a tavola bisogna imparare a conoscere quali sono gli alimenti con i quali possiamo tenere sotto controllo la glicemia, i grassi e le calorie, l’alimento principale per questo scopo sono le verdure.

Chi soffre di diabete non deve mai saltare i pasti, il digiuno determina ipoglicemia. Una giusta alimentazione fa ritrovare di nuovo il piacere di sedersi a tavola. La prima strategia da mettere in pratica per seguire un’equilibrata dieta per diabetici è quella di mettere al primo posto le verdure.

Benefici per la salute delle verdure (soprattutto per gli insulino dipendenti)

I benefici per la salute delle verdure sono molteplici, come già detto, in quanto sono ricche di fibre, non contengono grassi, non contengono zuccheri, sono facilmente digeribili, contengono una moltitudine di vitamine e di Sali minerali che sono molto importanti per l’apporto che danno nel contrastare il diabete.

Vediamo di scoprire insieme le principali caratteristiche delle verdure più note e diffuse. Ottimo per gli anziani cardiopatici e i bambini anemici

  • L’asparago: è una verdura diuretica e depurativa, ha proprietà benefiche per i reni.
  • La carota: le carote più coltivate sono quelle cilindriche giallo- arancioni, sono ricche di carotene (precursore della vitamina A) e con effetti antiossidanti; stimolano la produzione di melanina, aumentano la capacità visiva e le difese immunitarie, rinforzano ossa e denti.
  • La cipolla: è diuretica, ricca di vitamine, di Sali minerali, ma anche di principi antibiotici e immunitari che svolgono importanti funzioni nel controllo della pressione arteriosa e del colesterolo che ci soffre di diabete sa quanto sono importanti i valori di queste due patologie da tenere sotto controllo. La cipolla se viene cotta perde molte sue proprietà, ma acquista digeribilità
  • Il peperone: stimola la secrezione ghiandolare e la digestione, è ricco di carotenoidi, minerali e vitamine, contiene più vitamina C delle arance.
  • Il pomodoro: il 90% del pomodoro è acqua ma contiene vitamine, acido citrico e carotenoidi (in particolare il licopene), soprattutto quando è molto maturo.
  • La zucchina: è molto ricca di vitamine, calcio, ferro e fosforo, è una verdura rinfrescante, diuretica, disintossicante e antinfiammatoria.
  • La melanzana: molto appetitosa se valorizzata al meglio nella cottura, non ha particolare importanza nutrizionale ma è molto utile per la dieta dei diabetici in quanto particolarmente le melanzane hanno un’azione regolatrice dei livelli di glicemia nel sangue.

Nel campo del diabete, l’Italia si attesta un primato prezioso. I diabetologi sono infatti i primi professionisti della salute nel nostro Paese  a essere certificati a tutela dei pazienti. Questo significa garantire a chi soffre di questa patologia un’assistenza ancora più specialistica e di qualità. è stata l’Associazione Medici Diabetologi (AMD), insieme a The System Academy, a regolamentare le conoscenze e le competenze di alcuni specialisti in ambito diabetologico.

L’AMD è la prima società scientifica a ottenere una certificazione per la propria professione, facendo in modo che abilità e competenze siano delle Prassi di Riferimento, consultabili anche sul sito dell’Ente Italiano di Normazione.

Si tratta di una tendenza internazionale, che finalmente approda anche in Italia trasportando anche le professioni sanitarie in un processo di cambiamento culturale. In cosa consiste, quindi, questa, certificazione? Nella volontà di fornire ai pazienti un’assistenza efficace e di qualità.

Ecco come si ottiene:

  • si presenta un curriculum ad hoc,
  • si accede a un esame
  • si superato l’esame stesso.

Solo a questo punto il medico candidato ottiene un certificato che attesta la sua specifica capacità, che potrebbe essere ad esempio la gestione del diabete in gravidanza o del piede diabetico. Da sottolineare, comunque, che la certificazione è ancora del tutto volontaria e non pregiudica né influenza in alcun modo l’aggiornamento attraverso la formazione obbligatoria.

La certificazione delle competenze mira a fornire una tutela molto più ampia al sistema sanitario pubblico e privato e ai pazienti. A oggi sono oltre 300 le figure professionali che possono richiedere una certificazione delle proprie competenze a uno dei 58 organismi accreditati. Il percorso ha preso il via dalla consapevolezza della necessità di rendere più efficace e al contempo sostenibile la gestione della patologia diabetica.

Nel campo della sanità, c’è infatti una rapidissima evoluzione delle conoscenze scientifiche, ma anche una richiesta sempre maggiore di qualificazione professionale teorica e pratica. Questo significa che diventa sempre più necessario sviluppare una certificazione professionale individuale di competenza, che si tratti del campo diabetologico o qualsiasi altro in ambito scientifico.



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