Home Page |
Email

Dieta Glicemia: l'alimentazione consigliata

L'innalzamento del tasso di glicemia (livelli poco al di sopra di 90 mg/dl sono già un campanello di allarme) può provocare danni alla salute, anche in casi di assenza di diabete. Quando le analisi del sangue mostrano un notevole innalzamento della glicemia è importante parlarne subito al prorpio medico curante e seguire una dieta glicemia. I suoi valori normali, a digiuno, vanno da 65 a 110 mg/dl di sangue. Nei casi di diabete (fenomeno in aumento in Italia) invece bisogna essere attenti a controllare il proprio piano alimentare, da modificare in base alle indicazioni di uno specialista.

I segreti della dieta glicemia

Per riequilibrare i livelli di glicemia nel sangue, il primo passo, è correggere la dieta. È necessario ridurre (o eliminare per quanto possibile) i cibi troppo dolci e salati, e introdurre alimenti che depurino l’organismo e riducano la “dipendenza” dai cibi dannosi.

I cereali, ad esempio, contrastano la dipendenza dagli alimenti salati e favoriscono la diuresi (eliminazione del sodio in eccesso nell’organismo); le melanzane riducono invece il desiderio di dolciumi e carboidrati.

Le fibre idrosolubili sono in grado di mantenere costante i livelli di glicemia per lunghi periodi, mentre le fibre non solubili hanno un’azione disintossicante e riducono l’assorbimento dei grassi e del colesterolo. Entrambe sono presenti in legumi, frutta, verdura, cereali e derivati integrali; bisognerebbe introdurre 25-30 g al giorno di fibre.

Nella dieta glicemia è infine indicato introdurre le olive nere o verdi (4-5 al dì) e l’olio extra-vergine d’oliva (1-2 cucchiai al giorno, a crudo). Questi alimenti, ricchi di fitosteroli, abbassano i livelli del colesterolo cattivo, contrastano il sovrappeso, l’ipertensione e i livelli alti di glicemia. I fitosteroli sono presenti anche: nei broccoli; nel cavolfiore; nei cavolini di Bruxelles; nell’olio di soia; di riso e di noci.

Cause dell'innalzamento della glicemia

Ci sono differenti cause che possono provocare l'aumento dell'indice glicemico, alcune delle quali sono riportate nell'elenco che segue.

  • la vita sedentaria;
  • un’alimentazione povera di fibre, ricca di zuccheri semplici e di grassi saturi e/o idrogenati.

Il fenomeno può presentarsi con: desiderio costante di alimenti dolci; aumento del grasso corporeo e del livello dei grassi nel sangue; sensazione di fame poco dopo aver finito di mangiare; aumento della ritenzione idrica; deposito di grassi sulle pareti dei vasi sanguigni e, nei casi gravi, diabete.

In molti casi, ai livelli alti di glicemia vengono associati: sovrappeso; ipertensione; elevati valori di colesterolo cattivo e trigliceridi; alti livelli di acidi urici. Questo tipo di innalzamento glicemico viene chiamato “sindrome pluri-metabolica” o “sindrome X“, la cui causa scatenante è l’insulino-resistenza; l’insulina è presente (a differenza del diabete mellito di tipo 1 in cui è assente), ma non agisce in modo adeguato.

I consigli da seguire

Difficile dare dei consigli che valgano in modo universale visto che spesso c’è diversità di vedute tra gli stessi dottori ed esperti. Alcuni infatti consigliano di non eliminare in toto alcuni cibi ma di approcciare al piano alimentare secondo un diverso punto di vista, come l’analisi dei cibi stessi in base all’indice glicemico. Questo sta a indicare nello specifico quanto velocemente il glucosio viene assorbito dal sangue. Per questi motivi, l’indice glicemico è influenzato sia dagli elementi che compongono i cibi in questione ma riveste importanza anche il tempo di cottura. La bollitura parziale o il raffreddamento dei cibi cucinati ha come particolarità quello di ridurre questo valore. In caso contrario, se non si sta attenti con il controllo di questo valore, l’insulina causa un uso veloce del glucosio da parte dei tessuti portando come conseguenza l’ipoglicemia. Gli effetti di questo fenomeno sono un desiderio costante di fame e un malessere generale; mangiando altri carboidrati si entra quindi in circolo vizioso perchè si produce altra secrezione di insulina. Ma questo non è l’unica conseguenza perchè sullo sfondo potrebbe verificarsi anche un sovrappeso visto che il glucosio non usato si trasforma in tessuto adiposo.

Diabete, problema in aumento in Italia

La tematica è abbastanza sensibile nel nostro Paese visto che entro il 2030 sono stimati circa cinque milioni di persone affette da diabete tipo due (in questi anni si è arrivati a circa tre milioni di individui). Per combattere questa malattia cronica, bisogna modificare per sempre le proprie abitudini di vita ma secondo gli esperti questo cambiamento non deve essere inteso a livello mentale come una privazione ma come una variazione del proprio stile di vita alimentare. Gli stessi esperti dicono che eliminare i cibi risulta essere più sbagliato rispetto a che assumerli in modo ragionato. Tuttavia, quando si entra in queste situazioni delicate, è consigliabile consultare uno specialista in materia che sappia costruire ed elaborare un piano ad hoc rispetto alle condizioni fisiche-psicologiche del paziente.



Ultimi aggiornamenti




Contatti

Per contattare la redazione del sito Buonadieta scrivere all'indirizzo email enr.mainero@gmail.com

 

Iscrizione newsletter

Abbonati ai FEED

Consigli per dimagrire




Iscrizione newsletter

 
www.buonadieta.it di Enrico Mainero - email enr.mainero@gmail.com - Roma -